Contesto e finalità

La considerazione preliminare all'iniziativa è come ad oggi la qualità dei servizi della Pubblica Amministrazione rappresenti un indice fondamentale per la competitività del paese e come, talvolta, la percezione da parte dei cittadini di una burocrazia ostile e il cui costo rappresenti un onere obbligatorio per tutta la collettività, costituisca un elemento negativo da rimuovere.

Indagini condotte a livello nazionale, infatti, hanno evidenziato come gli italiani chiedano un'amministrazione che garantisca la qualità dei servizi pubblici, che elimini sprechi ed inefficienze, dia certezze ai diritti dei cittadini ed alla competitività delle imprese. Le rilevazioni periodiche sulla soddisfazione nei confronti della P.A. evidenziano che gli aspetti critici maggiormente percepiti dagli utenti, riguardano proprio la complicazione burocratica e in particolare:

  • la quantità di documenti e procedure richiesti;
  • i tempi di risposta per ottenere la prestazione;
  • le file e le attese agli sportelli.

Ogni adempimento con la Pubblica Amministrazione ha un costo per l'utente e il tempo dei cittadini non deve essere considerato un fattore irrilevante o sacrificabile, ma un bene da tutelare. La semplificazione ed il miglioramento dei processi amministrativi rappresentano, dunque, un fattore chiave per l'esercizio dei diritti di cittadinanza, per la competitività e lo sviluppo del Paese.

Le tecnologie dell'Informazione e delle Telecomunicazioni (ICT) costituiscono senza dubbio una leva importante per il raggiungimento degli obiettivi di modernizzazione delle amministrazioni pubbliche. Sono oggi infatti realizzabili, ma anche già realizzati ed operativi, strumenti per migliorare l'accesso ai servizi ed alle informazioni erogate dalla Pubblica Amministrazione verso i cittadini e verso le imprese, o per migliorare l'efficienza interna e la cooperazione tra pubbliche amministrazioni.

Inoltre, accanto a questa complessa sfida, riassunta sotto il termine di e-Government, le nuove tecnologie della comunicazione propongono oggi la possibilità di aprire nuovi canali di partecipazione dei cittadini, non solo in termini di informazione e di trasparenza, ma anche di presenza attiva nel percorso di costruzione delle politiche delle amministrazioni locali, attraverso iniziative di "Partecipazione Digitale" o e-Democracy.

Da non sottovalutare, inoltre, come la normativa di questi anni abbia posto gli Enti locali di fronte a impegni definiti da norme legislative specifiche - si citano come esempi qualificanti il percorso di attivazione della Carta d'Identità Elettronica , la presentazione del Codice per l'Amministrazione Digitale o l’obbligo di colloquiare tramite Posta Elettronica Certificata - e quanto sia nel contempo cresciuta l'attenzione del legislatore ai problemi della sicurezza informatica.

E' stato peraltro riscontrato come possa accadere che le modalità di attuazione di queste importanti disposizioni vadano a collidere con le oggettive difficoltà che ancora oggi incontrano gli Enti locali chiamati a concretizzarle; a tale proposito, è già stato considerato come un'azione sinergica degli Enti locali, della Prefettura e di altri soggetti coinvolti possa diminuire il livello di difficoltà avvicinando il raggiungimento degli obiettivi posti dalla normativa.

In particolare si richiama come il DPR n. 180 del 3.4.2006, attuativo della Conferenza Permanente Stato Regioni, preveda per il Prefetto il compito di favorire e promuovere idonee misure di collegamento nei rapporti tra Stato ed autonomie locali, nonché quello di promuovere e coordinare l'attuazione di iniziative riguardanti - tra l'altro - la cooperazione tra le pubbliche amministrazioni e l'adeguamento tecnologico e strumentale degli uffici.

Non devono essere, infine, dimenticati gli ostacoli alla piena fruizione delle possibilità offerte dall'evoluzione delle ICT, che costituiscono il cosiddetto Digital Divide.

Il problema del Digital Divide è articolato su due dimensioni: da un lato la difficoltà di disporre in maniera omogenea sul territorio di soluzioni tecnologicamente avanzate, con particolare attenzione ai problemi di connettività, dall'altro la mancanza di formazione nonché di un approccio culturale adeguato a consentire la fruizione piena ed efficace dei nuovi servizi. Entrambe gli aspetti risultano penalizzanti sia per i cittadini e le imprese, potenziali utenti dei servizi dell'Amministrazione Digitale, sia per le stesse Amministrazioni locali, che ancora oggi possono essere ostacolate nel percorso di innovazione tecnologia da inadeguata formazione e da carenza di infrastrutture sul territorio.

Le sfide e le difficoltà che emergono dall'analisi svolta possono essere affrontate con maggior incisività in un contesto di cooperazione e di coordinamento tra Enti che nell'ambito di uno stesso territorio condividono problematiche e potenzialità.

L'opportunità di favorire il dialogo e la messa in comune di risorse tra realtà (Enti pubblici in primo luogo) che, pur operando nell'ambito dello stesso contesto territoriale, rischiano troppo spesso di agire come isole non comunicanti, inoltre, si configura come punto di attenzione di estrema attualità anche alla luce delle evoluzioni occorse negli anni sia in termini di progettualità che di potenzialità di sviluppo.

Da queste considerazioni e da questo spirito prende quindi forma l'iniziativa del Coordinamento Territoriale per l'Amministrazione Digitale, con le seguenti finalità:

  • ritrovare e rafforzare lo spirito e la volontà di cooperazione già espresse, in passato, dagli Enti del territorio attraverso la “Rete Civica Unitaria della Tuscia Viterbese” ;
  • presentare in maniera coordinata, organica ed aggiornata il patrimonio informativo ed i servizi per l'amministrazione e la partecipazione digitale offerti dalle amministrazioni locali e centrali presenti sul territorio anche tramite la promozione di punti di accesso ai servizi on-line o di sportelli unici del cittadino ;
  • realizzare momenti di coordinamento valorizzando e rafforzando le esperienze di cooperazione già in essere tra Amministrazioni locali e stimolare il metodo della progettualità condivisa con lo scambio dei dati per via telematica e la progressiva eliminazione delle richieste di certificazione;
  • costituire raccordo istituzionale tra gli Enti e i soggetti del territorio della provincia di Viterbo e le Istituzioni di livello regionale e nazionale, per i temi dell'Innovazione Tecnologica e dell'Amministrazione Digitale;
  • coordinare e sostenere l'attuazione delle normative e delle disposizioni legislative attinenti alla informatizzazione e alla modernizzazione della Pubblica Amministrazione;
  • sostenere il concetto di "rete" della Pubblica Amministrazione, indirizzando la circolazione dell'Informazione e lo scambio di servizi tra le Pubbliche Amministrazioni operanti sul territorio attraverso i canali informatici, perseguendo l'obiettivo di ottimizzare i costi ed i tempi di esercizio, e rivolgendo una particolare attenzione all'interazione tra Amministrazioni locali e organi periferici dello Stato;
  • consentire e favorire il processo di semplificazione del procedimento amministrativo anche tramite il consapevole utilizzo, da parte degli uffici pubblici, delle opportunità offerte dalle reti telematiche e dalle tecnologie dell'informazione, favorendo il raccordo tra le funzioni delle Pubbliche Amministrazioni locali e Centrali;
  • offrire un canale di fruizione unitario per le informazioni e per i servizi erogati dalla Pubblica Amministrazione, rappresentando e dando visibilità alla unitarietà del sistema degli Enti della P.A. e della loro missione di servizio verso i cittadini e le imprese, anche tramite l'attivazione di forme di collaborazione con altri soggetti erogatori di servizi pubblici;
  • realizzare un punto di osservazione sul territorio provinciale per migliorare la conoscenza dello stato e del percorso di modernizzazione della Pubblica Amministrazione e del territorio in termini di sviluppo informatico e telematico;
  • raccogliere le esigenze territoriali e degli Enti locali in tema di innovazione tecnologica e di e-government e veicolare informazione e condivisione sui progetti e le funzioni di e-government ed e-democracy tra gli Enti;
  • promuovere forme di cooperazione, in particolare a vantaggio delle realtà più deboli sotto il profilo delle tecnologie informatiche e telematiche (integrando quanto già attivato per alcuni temi specifici, come la CIE); più in generale, presidiare e sostenere la progressiva attuazione del Codice per l'Amministrazione Digitale;
  • promuovere e verificare la fattibilità di una infrastruttura di comunicazione per la connessione dei siti degli Enti e per i servizi sul territorio al fine di facilitare ed ottimizzare l’interazione tra gli stessi Enti  e, contestualmente, abbattere i costi. Tale infrastruttura, grazie all’elevata banda trasmissiva, consentirebbe la piena fruizione di tutti i servizi sopra menzionati, sia quelli tra gli enti che quelli destinati ai cittadini ed alle imprese.